Mediocre cinecomic che non ha grandi pregi, ma nemmeno cadute rovinose. La trama segue un canovaccio ormai ben rodato, essendo l'origine di un supereroe Marvel. Questo rischia di banalizzare un po' una trama che sulla carta prometteva molto di più. Purtroppo alcuni guizzi positivi vengono affossati da momenti un po' banali e da un antagonista un po' troppo piatto, che non viene compensato da un protagonista sufficientemente carismatico e fuori dagli schemi. Ad ogni modo grazie ai momenti poco seriosi e ad alcune buone trovate, la pellicola scorre bene fino al finale, dal quale mi aspettavo qualcosa di più. Visivamente è stato fatto un buon lavoro, ma non eccezionale, anche se qualche inquadratura riesce a colpire ad una prima occhiata. La regia porta a casa il lavoro senza eccellere, dimostrando difficoltà nelle scene più concitate. La fotografia non è male, anche se nel complesso non risolleva la qualità tecnica del film. I personaggi, tolto il protagonista, sono abbastanza anonimi e questo mostra numerose lacune a livello narrativo. Poteva aspirare ad essere ben più di come è diventato, visto l'interessante personaggio di partenza, che permetteva sperimentazioni visive ben più ardite.
giovedì 3 novembre 2016
mercoledì 26 ottobre 2016
Inferno (2016) di Ron Howard
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| Trailer del film |
Mediocre adattamento che non possiede alcuna forza narrativa, né una trama degna di nota. La storia, nonostante una partenza abbastanza interessante, si perde in un intreccio mediocre e pieno di buchi di sceneggiatura, che lo rendono saltuariamente al limite del ridicolo. Alcune svolte narrative e alcune scene non sembrano avere molto senso. I personaggi sono abbastanza piatti e un comparto tecnico buono non basta a risollevare le sorti della pellicola. La fotografia, soprattutto nelle riprese panoramiche, punta molto sull'effetto cartolina, senza che questo sia funzionale alla trama. Uniche sequenze interessanti sono le allucinazioni del protagonista, che denotano una certa cura visiva e facevano sperare di vedere qualcosa di meglio.
La signora ammazzatutti (1994) di John Waters
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| Trailer del film |
Grande film che distrugge la famiglia americana e porta una forte critica alla società. La trama prende subito piede e presenta un personaggio fantastico. La protagonista è adorabile e la sua vicenda è raccontata con estrema intelligenza e cura. La sua famiglia perfetta non sa come gestire la sua forza distruttiva, così come la società, la quale si dimostra malata come lei. Bellissimo il modo in cui viene spettacolarizzato il processo e come lei diventi una star, mostrando il marciume nascosto nella società. La regia riesce a far risaltare la vena comica del racconto e riesce ad avere una verve rara e una bella forza distruttiva. Fotografia dai colori accesi che stona volutamente con quanto mostrato, diventando così molto interessante. Racconto fantastico e personaggi veramente ben strutturati rendono questo film una perla rara.
martedì 18 ottobre 2016
Scomparse (2015) di Lee Hae-young
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| Trailer del film |
Mediocre racconto dalle tinte horror con pochi momenti ben riusciti. Il ritmo della narrazione risulta fin da subito troppo lento e l'interesse sulla vicenda va a scemando. Lo sviluppo non è male, soprattutto nelle scene dalle tinte horror, le quali denotano una maggior cura, ma nel complesso la messa in scena non convince e non sembra curata a sufficienza. Anche la storia non è molto originale, anche se potrebbe intrattenere un pubblico meno smaliziato. Dal lato tecnico il regista non dimostra grandi doti, ma porta a casa il lavoro senza infamia e senza lode, anche se nei momenti horror costruisce delle scene più interessanti. Personaggi abbastanza anonimi.
La parola ai giurati (1957) di Sidney Lumet
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| Trailer del film |
Capolavoro di Lumet, che riesce a costruire una storia fantastica in un'unica stanza. La trama è semplice, ma raccontata e sviluppata benissimo. La maestria del regista sta nel farci entrare nella psicologia dei giurati e nel raccontare il delitto senza mostrarcene nemmeno un frammento. Bella analisi sull'umanità dei personaggi e su come la giustizia sia difficilmente scindibile dalla propria soggettività. Interessante vedere come i cambiamenti possano anche partire dall'opposizione del singolo contro la massa, se portata avanti con intelligenza. I personaggi sono fantastici e veramente ben approfonditi. Ritmo eccellente che non fa calare mai l'attenzione. Tecnica registica ai massimi livelli, che riesce a dare dinamismo ad una vicenda che sulla carta rischiava di essere molto pesante da vedere.
sabato 5 dicembre 2015
Lo sciacallo - Nightcrawler (2014) di Dan Gilroy
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| Trailer del film |
Bella pellicola che sfrutta sapientemente una storia interessante per portare ottime critiche alla società. La trama vede come protagonista Lou, un giovane ragazzo che sta tentando di trovare la sua via nel mondo del lavoro, con mezzi più o meno leciti. Un giorno casualmente rimarrà affascinato dal lavoro svolto da alcuni reporter di cronaca, i quali cercano servizi per le vie cittadine durante la notte. Il ragazzo decide di intraprendere quella strada e seguiremo le sue vicende nel tentativo di sfondare e arrivare al successo. Da subito emergerà la forte ambizione di Lou, che pur di raggiungere i suoi obiettivi non si fermerà di fronte a nulla.
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| Lou in uno studio televisivo |
Molto interessante è il mondo lavorativo nel quale si muove, dato che questo è caratterizzato da un vero a proprio sciacallaggio sulle tragedie, essendo tutti i giornalisti notturni in cerca dei fatti più cruenti e delle inquadrature più sanguinolente senza alcun rispetto per le vittime. La trama è molto interessante ed è sviluppata con intelligenza, fornendo una bella evoluzione del protagonista e con un'estremizzazione delle immoralità commesse per raggiungere il suo scopo.
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| Lou e il suo assistente a caccia di notizie |
Uno degli aspetti più interessanti, oltre al bel contesto creato, è il modo con cui vengono tratteggiati i media, gli spettatori e i reporter, tutti e tre colpevoli di un imbarbarimento della notizia. I primi manipolano la realtà come meglio credono per dare notizie dal forte impatto emotivo, lasciando in secondo piano i fatti più importanti, mentre il pubblico segue con morbosità questi fatti non curandosi del modo strumentale in cui vengono presentati.
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| I due in attesa di una segnalazione |
I reporter ovviamente fanno il lavoro sporco, che deve rimanere dietro le quinte patinate dei telegiornali, trovandosi a riprendere scene con freddezza e distacco. Attraverso la scalata al successo del ragazzo viene messa in scena un'estremizzazione del sogno americano, del lavoratore che con il proprio impegno riesce a attuare la scalata sociale. Lou si impegna, infatti, moltissimo per raggiungere i suoi obiettivi, passando sopra a tutto e tutti, senza alcun rimorso. Nella pellicola è anche presente un interessante riflessione metacinematografica, dato che lo spettatore del film condanna il comportamento di Lou, ma nello stesso tempo, brama nuove immagini sempre più disturbanti, in maniera "analoga" agli spettatori del TG, mostrando come la visione dei film soddisfi in parte il desiderio vouyeristico innato degli spettatori.
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| Lou flirta con la direttrice del telegiornale |
Da tutto questo emerge un quadro desolante, con una società ancora fortemente classista e lobotomizzata dalle notizie ad effetto fornite dalla televisione, le quali sono il veicolo con cui portare avanti una forte immoralità nella fruizione e nella produzione di tali contenuti. La regia è molto buona, dato che mantiene un buon ritmo per tutta la durata dell'opera e riesce a darle un taglio veramente azzeccato, ben delineando il contesto nel quale si trova il protagonista. La fotografia, soprattutto di notte, è molto curata, con un buon uso delle ombre e con una bella creazione dell'atmosfera. Le ambientazioni urbane sono ben caratterizzate e non sono rese quasi mai scialbe o tirate via. il montaggio è curato e anche nelle scene più concitate riesce ad dare chiarezza e a dare il giusto ritmo alle sequenze, prendendosi i suoi tempi quando serve.
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| Uno dei rari momenti di crisi del protagonista |
La colonna sonora è nella norma e ben si amalgama alle situazioni. I personaggi sono ben caratterizzati, con una menzione particolare per Lou, così odioso e spietato ma comunque molto interessante, e la direttrice dell'emittente che collabora con il protagonista, anch'essa senza scrupoli e fredda calcolatrice. Lou riesce ad essere molto inquietante, dato che di fronte ad una faccia angelica e serena, nasconde un malvagità e una freddezza che spiazza e disturba molto. I personaggi acquistano spessore anche grazie a delle buone interpretazioni, che riescono a dare il giusto apporto alla caratterizzazione. La trama, come già scritto, è ben strutturata ed ha delle belle idee ben sfruttate. Questo è quindi un film molto interessante, che porta avanti numerose critiche attraverso una storia torbida ed appassionante, realizzata bene dal punto di vista tecnico, permettendo così allo spettatore di godersi l'evoluzione del protagonista e di analizzare efficacemente il microcosmo che lo circonda lasciandosi alle spalle una realtà desolante e priva di umanità.
giovedì 26 novembre 2015
Prisoners (2013) di Denis Villeneuve
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| Trailer del film |
Bel thriller che riesce a sondare molto bene l'anima dei personaggi. La storia vede come protagonista una famiglia americana alla quale viene rapita la figlia. Dal quel momento la storia seguirà le vicende del padre della bambina che decide di farsi giustizia da solo e il poliziotto incaricato delle indagini che tenterà di ritrovare la bambina attraverso strade più convenzionali. I due modus operandi procederanno di pari passo e verranno messi a confronto per studiarne la bontà. Ovviamente il metodo del padre, seppur comprensibile in parte per via del forte dolore provato, risulta essere il più inumano e immorale.
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| I poliziotti arrestano un sospetto |
Questo approccio porta l'uomo a compiere atti estremi, i quali non portano ad effettivi sviluppi nell'indagine, ma sembra servano unicamente come valvola di sfogo per i genitori delle vittime, rischiando però di compromettere la propria morale e la propria famiglia. Al contrario, le indagini compiute dal poliziotto sono molto più incisive e risulta essere l'unico a portare risultati. La realtà rappresentata è molto cruda ed il confine fra giusto e sbagliato è labile, dando così un buono spessore alle figure che prendono parte al racconto. La storia si sviluppa molto bene e sono rari i momenti di stallo, anche se alcune sequenze potevano essere più brevi. L'intrecciarsi delle vicende dei due protagonisti riesce ad appassionare e pone lo spettatore di fronte ad un dubbio morale: cosa farei io al posto del padre della bambina?
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| Il padre della bambina tortura il sospetto |
Quindi da un lato viene istintiva la condanna al comportamento del padre, dall'altro emerge una specie di solidarietà dovuta alla sua disperazione. Ovviamente la pellicola condanna tali comportamenti, legati alla giustizia privata e alla vendetta, dato che vengono mostrati inefficaci e terribili. Il modo con cui vengono portate avanti le torture è molto efficace e riesce a scuotere lo spettatore, pur non mostrando mai immagini sconvolgenti. Il tono cupo con cui viene portata avanti l'opera è molto efficace e crea un'atmosfera veramente intrigante. La pellicola qualitativamente regge bene per tutta la sua durata, anche se sul finale sono state prese scelte narrative un po' forzate in alcuni tratti, come se ci fosse stata l'intenzione di portare la trama verso una determinata conclusione, anche se frutto di fin troppe coincidenze.
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| Anche la polizia torchia il ragazzo |
La regia è molto buona e sfrutta uno stile abbastanza classico ma ben fatto, dato che riesce a far salire bene la tensione e riesce a far emozionare ed appassionare lo spettatore. Il ritmo è mantenuto sempre adeguato, oltre ad aver gestito molto bene le situazioni e la storia, avendole dato un taglio crudo e creando un'atmosfera opprimente e cupa che aiuta molto nella riuscita del racconto. La fotografia utilizza dei toni molto cupi che creano un'aura mortifera durante buona parte della storia. I personaggi sono ben disposti ed alcune inquadrature risultano interessanti. Anche la scelta di dare al clima un ruolo caratterizzante, ambientando molte scene durante la pioggia, l'ho trova azzeccata. Il montaggio è ben fatto con alcune sequenze che sfruttano veramente bene il montaggio parallelo. Anche la costruzione delle scene dà vita a dei momenti molto inquietanti, come l'utilizzo della sega elettrica da parte di un personaggio, mentre stanno pensando a come far parlare il sospettato. Inoltre la scelta di non mostrare sempre le torture ma lasciandole immaginare, rende alcune scene abbastanza forti, anche se non vengono mai raggiunti livelli degni di nota. I personaggi sono ben strutturati, anche se presentano tratti un po' stereotipati. I protagonisti riescono ad amalgamarsi bene fra loro e hanno uno spessore che impedisce di dare un giudizio certo sul loro operato, anche se la pellicola condanna apertamente alcuni comportamenti.
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| Le conseguenze delle feroci torture del padre |
La storia è interessante, dal taglio classico e con alcuni cali che non compromettono la qualità complessiva dell'opera. Quindi questo thriller riesce ad elevarsi dalla media anche senza presentare molti elementi di originalità o di spicco, ma riesce a giocare molto bene le sue carte coinvolgendo lo spettatore e intessendo una trama inquietante supportata da un buon livello tecnico e da degli interpreti in parte. La pellicola riesce così ad intrattenere e a far riflettere sulla moralità dei personaggi e sul loro modo di reagire in situazioni straordinarie, capaci di estrarre gli istinti più bassi della natura umana.
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