martedì 1 maggio 2018

Avengers: Infinity War (2018) di Anthony e Joe Russo


Trailer del film


Un episodio chiave per i film della Marvel, non semplice da gestire per via della moltissima carne al fuoco messa per questa storia. C'è subito da dire che il ritmo è frenetico per tutta la pellicola e questo fa sì che il tutto scorra molto bene fino alla fine. Le diverse linee narrative sono intrecciate discretamente e nessuna viene eccessivamente sacrificata. C'è comunque da dire che nessuna di queste ha una potenza tale da rimanere impressa a lungo. L'unico elemento veramente degno di nota è senza dubbio Thanos. L'antagonista è caratterizzato molto bene e l'arco narrativo che lo coinvolge ha uno spessore molto interessante, grazie ad una scrittura di buona qualità. Il resto della pellicola purtroppo, pur essendo molto piacevole, si concentra quasi unicamente sugli scontri e, anche se non stuccano nel complesso, non danno uno spessore degno di nota all'intero film. Nel genere supereroistico si tratta comunque di un buon prodotto che intrattiene e diverte. Alcune sequenze denotano anche una discreta cura e sono visivamente molto interessanti. La parte finale porta con sé molto pathos e dona la giusta chiusa alla pellicola. I registi riescono a gestire bene una narrazione non facile viste le numerose storyline intrecciate e portano a casa un buon lavoro. Anche le musiche aiutano molto nel dare epicità al racconto. Non mancano alcune leggerezze narrative e alcuni personaggi di troppo, senza i quali il tutto sarebbe stato più snello e incisivo, ma nel complesso la pellicola risulta godibile grazie ad un bell'antagonista, senza il quale non sarebbe stata la stessa cosa.

Il bacio della pantera (1982) di Paul Schrader


Trailer del film


Buon remake del capolavoro del '42 di Tourneur. La pellicola si scontra con originale di peso, ma riesce ad avere la sua dignità. La storia ha delle variazioni rispetto al film del '42, ma nel complesso resta molto buona e con uno sviluppo abbastanza interessante. Purtroppo, dove il primo puntava su una componente horror di altissima qualità, qua abbiamo uno sbilanciamento verso la componente erotica, che non ha la stessa forza dell'originale pur regalando alcune scene dal forte impatto. McDowell porta avanti un personaggio veramente interessante e dalle tinte molto perverse che gli donano una bella profondità. Anche la protagonista ha un buon spessore e porta con sé un'aura veramente affascinante. Alcune scene mantengono una buona componente horror e nel complesso la pellicola scorre molto bene. Alcune sequenze nel deserto sono inoltre visivamente interessanti e ben approfondiscono il background dei personaggi. La regia ben gestisce la narrazione e mette in scena alcuni momenti molto curati. e dalla buona fotografia. I turbamenti e le relazioni fra i personaggi sono gestiti molto bene, anche se manca un po' della bellissima atmosfera dell'originale. Quindi, un buon remake, che si guadagna il suo spazio, grazie a delle buone idee ben realizzate, pur perdendo lo scontro con l'originale.

I segreti di Wind River (2017) di Taylor Sheridan


Trailer del film


Un bel thriller che ha dalla sua un'ambientazione veramente suggestiva e una narrazione che regge bene per tutta la pellicola. Lo sviluppo narrativo è ben strutturato e riesce ad appassionare, andando nel frattempo a portare avanti una buona denuncia sulla condizione dei nativi americani. Questi ultimi sono infatti ancora emarginati dalla società e trattati come cittadini di serie B. La storia è molto semplice e soprattutto nella parte finale viene notata un'eccessiva velocità nel chiudere la vicenda, senza che le indagini appassionino sufficientemente. Ciò che convince maggiormente è l'atmosfera degradata e mortifera che aleggia su tutto i personaggi. Non mancano alcuni cliché nella caratterizzazione dei personaggi, i quali risultano a volte un po' stereotipati, anche nel complesso convincono sufficientemente. La regia fa un buon lavoro e riesce a gestire abbastanza bene una storia che poteva risultare banale. La fotografia ha gioco facile nel creare delle belle inquadrature con quei paesaggi a disposizione, ma riesce anche a creare delle inquadrature che riescono a mostrare anche situazioni di degrado. Gli attori sono abbastanza in parte, anche se la detective dell'FBI non mi ha convinto pienamente. Buona la colonna sonora che ben si amalgama alle scene mostrate.

La cura dal benessere (2016) di Gore Verbinski


Trailer del film


Opera veramente convincente che riesce a mettere in scena una storia intrigante e ben narrata. La trama viene ben sviluppata, con un mistero ben gestito e che accompagna lo spettatore lungo tutta la visione. L'indagine del protagonista è veramente ben fatta e porta lo spettatore ad appassionarsi. Molto interessante come le persone ricche provino malessere per ciò che hanno fatto, pur essendo sanissimi. Visivamente la pellicola adotta delle scelte molto interessanti, con una fotografia dai colori freddi, e non risparmia alcune scene molto belle. Anche il lato più macabro e horror è curato e alcuni momenti restano impressi. I comprimari sono ben caratterizzati e aiutano molto nella creazione dell'atmosfera. Quest'ultima è veramente ben fatta e lascia il segno. Lo sviluppo narrativo è ben gestito con una parte finale, dai toni retrò, che presenta un bel climax che conclude degnamente l'opera, anche se sono presenti alcune parti poco chiare. C'è inoltre un buon uso del grottesco che convince molto. La regia è sicura e riesce a caratterizzare molto bene sia l'ambientazione che i personaggi. Anche la colonna sonora e la messa in scena sono vincenti e regalano nel complesso un bel colpo d'occhio che giova molto alla bella storia raccontata.

martedì 17 aprile 2018

A Quiet Place - Un posto tranquillo (2018) di John Krasinski


Trailer del film


Una buona idea di base sfruttata in parte e che regala alcune buone sequenze. La pellicola si basa sul silenzio e sull'impossibilità dei personaggi di emettere alcun rumore. Questo porta a situazioni molto interessanti, creando nello stesso momento molta tensione. La breve durata della pellicola le porta giovamento, dato che alla lunga la situazione poteva farsi pesante. Nel complesso la narrazione è ben gestita, anche se non mancano numerosi scivoloni nella sceneggiatura, che soprattutto nella seconda metà mostra un po' il fianco con una risoluzione un po' banale. La parte iniziale è invece abbastanza forte e non mancano momenti ben studiati. I personaggi non sono il massimo, anche se la protagonista ha una discreta forza. Sono quindi presenti numerosi alti e bassi, ma nel complesso il tutto scorre abbastanza bene, lasciando però l'amaro in bocca per un'ottima idea non gestita benissimo. La regia è buona e riesce a sfruttare bene il silenzio nella messa in scena, dando una prova, però, nella media. Un prodotto nel complesso comunque interessante.

Hollywood Party (1968) di Blake Edwards


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Un Peter Sellers in grande forma regala una performance incredibile, andando a distruggere tutte le sovrastrutture sociali del mondo dello spettacolo. La pellicola ha una forza anarchica rara e, senza avere una trama vera e propria, ha una forza esplosiva. Già dallo splendido inizio capiamo di trovarci di fronte ad un'opera di grande valore. Il mondo dello spettacolo è messo in crisi da una figura fuori dal sistema inserita nel loro contesto. Sellers è ottimo e porta avanti magistralmente delle gag irresistibili. Tempi comici sfruttati benissimo, con situazioni veramente frizzanti. La regia è abbastanza basilare, ma sfrutta bene le sue carte, gestendo a dovere l'ambientazione e gli attori per divertire lo spettatore. I personaggi sono ben realizzati e, pur trattandosi di macchiette, creano una bella amalgama che facilita la messa in scena di numerose buone idee. Parte finale fantastica, con un climax incredibile che conclude ottimamente il film. Una pellicola che ha fatto, giustamente, scuola e che riesce a portare avanti le sue idee anarchiche con la giusta verve e ironia.

Ready Player One (2018) di Steven Spielberg


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Un'opera di Spielberg che non convince pienamente per via di una trama un po' fiacca e una quantità di citazioni veramente eccessiva. Quest'ultime fanno piacere e ben creano l'effetto nostalgia, ma alla lunga stancano, essendo presenti in quantità esagerata. La trama ha uno sviluppo che, sulla carta, prometteva bene, ma sullo schermo la lunghezza eccessiva si fa sentire. Alcune svolte e scelte narrative sono un po' banali e non appassionano. Nel complesso comunque il ritmo è buono e riesce a passare bene. Molto bella e ben strutturata la battaglia finale. La realtà virtuale è ben fatta, ma non stupisce, inoltre la scelta di utilizzare così tanta computer grafica non permette di valorizzare pienamente l'ambientazione. I personaggi sono carini, ma hanno uno spessore abbastanza scarso e non restano impressi, eccezion fatta per il creatore di Oasis, molto sfaccettato e profondo. La regia dimostra la mano di un maestro, ed è visibile un buon impegno nel mettere in scena la storia, anche se, come già scritto, il risultato non è dei migliori. Non sto parlando di un fallimento, ma di un'opera che prometteva ben più di quello che è stato fatto, nonostante Spielberg riesca a creare alcune sequenze veramente belle. Uno degli scontri fra robot sul finale è bellissimo.