domenica 4 novembre 2018

S1m0ne (2002) di Andrew Niccol


Trailer del film


Niccol tratta molto bene un argomento non semplice e che poteva scadere nella banalità. Lo sviluppo della trama è ben strutturato e riesce a bilanciare abbastanza bene tutte le sue componenti, riuscendo a creare un microcosmo molto interessante. Bello il finale ingannevole, dalle tinte positive ma che mostra una realtà in cui i personaggi restano nella loro torbida situazione. Messa in scena semplice ma efficace.

I disertori - A Field in England (2013) di Ben Wheatley


Trailer del film


Film veramente ben fatto, con una storia originale realizzata con una cura rara. La mano di Wheatley è meravigliosa, manifestando una maestria tecnica degna di nota.A volte la trama risulta inutilmente complicata, ma man mano che il tutto prende senso emerge un quadro veramente affascinante. Alcune sequenze sono visivamente molto originali e risultano stimolanti. Bellissima la parte finale e l'atmosfera magica creata.

Halloween (2018) di David Gordon Green


Trailer del film


La regia non è male e valorizza abbastanza bene Michael, con alcune buone scene, anche se la trama è una copia del primo, senza alcun guizzo autoriale. Ben fatta la violenza messa in scena. Personaggi non sempre ben caratterizzati, anche se Michael è sempre potente come figura su schermo. Colonna sonora veramente ottima. Episodio che poco aggiunge alla saga e che resta un semplice divertissement. Abbastanza inutile.

Secretary (2002) di Steven Shainberg


Trailer del film


Storia S&M molto intrigante, raccontata con eleganza e sensibilità. Lo sviluppo narrativo è ben strutturato e ben racconta l'evoluzione del loro rapporto e della psiche della protagonista, la quale, partendo da un carattere remissivo, riesce a tirare fuori la sua forza e determinazione. Molto buona la carica erotica trasmessa dalle scene più spinte e molto bella la normalità con cui viene mostrata la loro relazione.

The Predator (2018) di Shane Black

The Predator (2018) di Shane Black

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Seguito che non aggiunge nulla alla saga, ma che riesce a divertire senza pretese. La trama ha uno sviluppo buono, senza grandi alti e bassi, pur restando tutto abbastanza piatto. La regia mette in scena il tutto in maniera un po' troppo fracassona, ma mantenendo un buon ritmo. Non mancano alcune cadute di stile, soprattutto nel modo in cui viene combattuto il Predator. Personaggi abbastanza piatti.

Knock Knock (2015) di Eli Roth


Trailer del film


Film molto gradevole. Lo sviluppo non è strutturato benissimo ma l'idea è interessante. L'escalation di violenza presentata è ben fatta, ma è un peccato che non sia presente una reazione vera e propria da parte di Reeves, cosa che appiattisce un po' la narrazione. Buona la messa in scena, non molto spinta, ma comunque adeguata alla narrazione. Buoni i personaggi e molto buona la tensione. Ritmo senza cali eccessivi.

Venom (2018) di Ruben Fleischer


Trailer del film


Un cinecomics con delle idee interessanti, ma che purtroppo non riesce a discostarsi dalla media. La trama segue binari ben rodati e, non avendo dei personaggi abbastanza profondi, non riesce a decollare, pur facendosi seguire bene. Anche la violenza è un po' troppo edulcorata, non permettendo a Venom di sfogare se stesso come dovrebbe. Nel complesso comunque resta un film che si lascia vedere. Per i fan del genere.

martedì 2 ottobre 2018

Revenge (2017) di Coralie Fargeat


Trailer del film


Un ottimo rape & revenge, che riesce ad appassionare moltissimo e a coinvolgere grazie ad ottime idee e ad un ritmo molto buono. La narrazione ha uno sviluppo molto interessante, con una prima parte nella quale lo spettatore vede la protagonista come una preda e come un oggetto sessuale, per poi vederla rinascere e vendicarsi dei suoi nemici. La regista fa sentire lo spettatore in colpa per aver fatto pensieri sessuali e possessivi verso la protagonista e aver visto le conseguenze dell'aggressività maschile. Il modo in cui la ragazza "torna in vita" e riesce sconfiggere tutti è veramente ben strutturato e riesce a colpire per la forza adottata nella messa in scena, che non risparmia dettagli splatter e violenti. I tre uomini sono ben caratterizzati e svolgono molto bene la loro funzione. Anche le ambientazioni sono veramente ispirate e riescono a dare una buona atmosfera al racconto. La regia ha una buona mano e confeziona molte sequenze degne di nota, con alcuni pianosequenza riusciti. Molto interessante lo scontro finale in casa e il trip allucinogeno della protagonista, che denotano un'ottima cura, così come altre scene. Non mancano alcune forzature nella trama, che rendono alcuni momenti inverosimili, ma nel complesso non c'è nulla di talmente forzato da minare in maniera decisa l'opera. Colonna sonora di classe e veramente azzeccata. Attrice protagonista veramente in parte.

Caniba (2017) di Lucien Castaing-Taylor, Verena Paravel


Trailer del film


Un documentario non semplice, che spiazza per via di una messa in scena molto minimale che analizza la psicologia del cannibale, senza presentare facili giudizi, ma mostrando un uomo debole e malato. Il quadro presentato mostra come dietro al "mostro" si nasconda un uomo misero, senza sanità mentale, mostrato senza sensazionalismi. Molto interessante il modo in cui il regista ci metta a tu per tu con l'uomo, grazie ad inquadrature molto ravvicinate che studiano ogni movimento del viso del killer. Anche la figura del fratello è emblematica, perché mostra altre perversioni assimilabili a quelle del cannibale. La messa in scena, per quanto efficace, alla lunga è fin troppo faticosa, pur dovendo dare atto al regista del coraggio avuto nel realizzare il tutto. Non mancano alcuni momenti molto forti e quasi insostenibili. Peccato che lo sforzo da parte dello spettatore sia fin troppo eccessivo, perché sulla carta questo documentario poteva essere una bomba, ma purtroppo si limita ad essere un buon film che ha il grande pregio di dare uno sguardo imparziale e umano a una figura disumana, che grazie a questa narrazione riesce a creare un conflitto nell'opinione dello spettatore, che da una parte giudica e dall'altro empatizza verso una persona sconfitta dalla vita.

La vendetta di un uomo tranquillo (2016) di Raúl Arévalo


Trailer del film


Buon revenge movie che si fa forte di una messa in scena molto cruda e realistica, per portare avanti una storia ben strutturata e molto umana. Il ritmo è ottimo e la narrazione è ben scandita, anche se la divisione in capitoli dà un po' troppo stacco fra un momento e l'altro. Il protagonista ha un forza incredibile e, grazie ad una buona interpretazione, riesce a portare avanti benissimo la vendetta. La struttura narrativa è ben fatta e il tutto scorre benissimo seguendo un andamento classico, ma non banale. Anche il contesto presentato è molto interessante, essendo presentato uno spaccato molto umile e umano della società. Bello il conflitto interiore del protagonista e la sua determinazione che lo portano a rinunciare a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo. Buono il colpo di scena finale e la chiusa del film, che lascia alle sue spalle solo desolazione e morte. La violenza non è risparmiata ed è sempre realizzata con cura e molta crudezza. Il lato tecnico riesce ad avere una buona forza e riesce a dare a tutta la vicenda un tono molto macabro e funereo, tanto da mettere a disagio lo spettatore, dando al tutto la giusta atmosfera. Anche la messa in scena è senza fronzoli e crea delle scene dal forte impatto emotivo. Personaggi non sempre ben tratteggiati, ma che nel complesso creano una bella amalgama. Ottimo il protagonista e alcune delle vittime.

domenica 9 settembre 2018

La settima musa (2017) di Jaume Balagueró


Trailer del film


Un fantasy molto dark di Balaguerò, che ha dei momenti veramente riusciti, anche se nel complesso lascia un po' insoddisfatti. La storia ha un andamento molto lineare, nel quale sono ben inseriti dei buoni colpi di scena anche se non tutti imprevedibili. L'incedere della narrazione ha il grande pregio di creare una buona atmosfera in un'ambientazione veramente convincente. Invece, a mio avviso, le muse potevano essere meglio sfruttate, dato che risultano troppo altalenanti come minaccia ai protagonisti. Ad ogni modo la storia scorre bene e l'interesse viene ben mantenuto, pur non raggiungendo mai vette altissime. Il ritmo è buono, anche grazie ad una durata che risulta adeguata al tipo di pellicola. Purtroppo, nonostante uno sviluppo buono, dalle tinte gotiche e interessanti, il finale non convince pienamente perché un po' troppo semplicistico, con le muse fin troppo impotenti di fronte al pericolo che le minaccia. C'è comunque da dire che la preparazione al climax finale è carica di pathos e regala delle belle inquadrature. Chi si aspetta un horror che colpisca allo stomaco rimarrà deluso, dato che la pellicola punta quasi esclusivamente sulla creazione di un'atmosfera convincente e mortifera, che però viene sfruttata in parte. Buoni i personaggi, i quali presentano una caratterizzazione efficace, muse comprese. Quest'ultime hanno un ottimo background, ma nella pratica quest'aura mitica non sembra avere la giusta forza. La regia ha dalla sua delle inquadrature e delle sequenze eccellenti, così come una messa in scena curata e che omaggia i film di genere degli anni 70. Buono, ma non al top.

Oculus - Il riflesso del male (2013) di Mike Flanagan


Trailer del film


Un buon horror che ben sfrutta il genere per portare avanti un racconto interessante. La narrazione subisce un crescendo ben strutturato che coinvolge molto, anche grazie a due protagonisti ben fatti e che ben si amalgamano fra loro. L'iniziale scontro fra i loro due punti di vista è veramente ben fatto e fa venire il dubbio che la sorella sia effettivamente fuori di testa. Lo sviluppo è abbastanza classico, ma coinvolge abbastanza, andando a ben miscelare il presente con il passato dei due protagonisti. Anche lo specchio, vero antagonista nella pellicola, ha una caratterizzazione di tutto rispetto e crea un'atmosfera veramente pesante. Il modo subdolo in cui tenta di soggiogare le menti dei due ragazzi lo fa apparire veramente temibile e spietato. La perdita graduale di lucidità dei giovani viene ben trasmessa, il quale fa fatica a distinguere la realtà dall'illusione. Sul lato tecnico ci troviamo di fronte ad un buon lavoro, che non ha chissà quali guizzi, ma porta a casa un'opera convincente che poteva scadere nel ridicolo con facilità. Il resto del comparto tecnico lavora bene e dà il giusto tono all'esperimento organizzato dai protagonisti, per poi virare verso una messa in scena più sanguigna e viscerale. Non mancano alcuni cliché un po' fastidiosi, ma nel complesso la storia regge bene.

Madre! (2017) di Darren Aronofsky


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Una rappresentazione allegorica della bibbia che convince per la follia visionaria messa in scena, piuttosto che per l'idea di base. La narrazione parte con una calma incredibile, per poi procedere con un susseguirsi di eventi che portano ad un crescendo magnifico che si spinge fino alla follia più pura. L'arco narrativo ha un'evoluzione che spiazza e disturba lo spettatore, tanto da rendere la visione quasi insostenibile. Il parallelismo fra la vicenda narrata e i racconti biblici non è immediatamente palese, ma una volta notato, risulta immediato da cogliere. I simbolismi messi in campo non sono sempre raffinatissimi, ma nel complesso il tutto ha una messa in scena veramente convincente. L'entrata in scena dei vari personaggi stordisce volutamente lo spettatore e crea un forte legame fra lui e la protagonista. Non mancano momenti gore abbastanza spinti e, una caratterizzazione dei personaggi ben studiata, fa sì che si arrivi al finale senza grossi cali. La parte finale è molto buona e riesce a stupire, oltre a dare un senso al tutto. La regia ha ovviamente una buonissima mano e riesce ad osare senza scendere a compromessi, pur mostrando il fianco in alcuni passaggi. La messa in scena a volte è un po' semplicistica, ma nel complesso si nota una buona cura. Sicuramente un'opera coraggiosa, con dei difetti, ma con una forza incredibile. Sicuramente da vedere.

The End? L'inferno fuori (2017) di Daniele Misischia


Trailer del film


Un horror italiano fatto con criterio e con buona mano, che fa ben sperare per il futuro del genere in Italia. La trama è molto semplice e si svolge tutta in un ascensore, mentre fuori un'infezione sta decimando la popolazione di Roma. La situazione non è semplice da gestire, dato che il ritmo è sempre a rischio, ma in questo caso il tutto è stato gestito bene e non sono presenti cali degni di nota. La narrazione gestisce molto bene il tutto e vengono create numerose situazioni dalla buona varietà, arrivando anche ad un buon grado di violenza. Anche l'evoluzione del protagonista, per quanto telefonata, è buona e crea un buon interesse. Gli effetti speciali sono buoni, anche se a volte lo scarso budget si sente. Anche i personaggi inseriti sono ben strutturati e permettono al protagonista di confrontarsi con numerose figure che favoriscono la sua crescita. Anche il finale è buono, probabilmente un po' troppo idilliaco, ma calza bene con la storia raccontata. La regia, quindi, fa un buon lavoro e riesce a portare a casa il risultato, creando una buona atmosfera e ben sfruttando l'angusta ambientazione, come avviene ad esempio con la scena dei walkie talkie. La messa in scena non è perfetta, ma svolge bene il suo scopo. Anche le musiche non sono male. In definitiva, una pellicola buona, non eccezionale, ma fatta con vera passione e che fa bene al cinema italiano.

Yoga Hosers - Guerriere per sbaglio (2016) di Kevin Smith


Trailer del film


Un Kevin Smith che non si prende sul serio, ma riesce a costruire una storia folle e molto divertente. La trama segue le vicende di due ragazze canadesi, apparse anche nel precedente film del regista, Tusk. La storia segue la loro vita da adolescenti, portando avanti uno sviluppo che vira sempre più verso il nonsense e il folle. Questo stranisce lo spettatore e riesce a dare alla narrazione un taglio molto divertente. Il tutto viene gestito con molta leggerezza, permettendo di gestire al meglio tutte le trovate nonsense messe in scena. La trama ha delle buone idee, talmente folli da risultare credibili nel contesto presentato. Alla fine si tratta di una narrazione molto fine a se stessa e senza grossi spunti, ma fa senza dubbio il proprio dovere. Anche la messa in scena favorisce questa atmosfera rilassata e divertente. Alcune scene sono veramente interessanti e risulta ben visibile lo stile di Smith. Gli effetti speciali sono volutamente posticci, ma nel contesto presentato sono adeguati allo scopo. I personaggi sono caricaturali e l'ironia messa in scena tramite le loro battute è ben sfruttata. Nel complesso, quindi, un buon film, senza pretese che riesce ad intrattenere abbastanza bene e far divertire senza impegno.

domenica 12 agosto 2018

13 peccati (2014) di Daniel Stamm


Trailer del film


Un action movie dalle tinte horror che, senza avere grandi pretese, riesce a divertire e ad appassionare fino alla fine. La trama non è delle più originali, ma risulta veramente funzionale e adatta anche ad una lieve critica sociale. Quasi ogni personaggio risulta avere una sete incontrollata per il denaro, cosa che spingerà quasi tutti a commettere atti malvagi e senza morale pur di guadagnare qualche spicciolo. Il protagonista è emblema di come la società capitalista contemporanea tiri fuori il peggio dall'essere umano. Il tutto viene portato avanti grazie ad una trama ritmatissima, che non ha paura di mettere in scena alcune scene molto forti e al limite del gore. Il tutto porta a sacrificare un po' di realismo, ma il risultato finale giustifica in parte questa mancanza. L'escalation delle prove è ben gestita e alcune di esse sono veramente interessanti e ingegnose. La chiusa della pellicola non è granché, ma la parte finale ha delle buone trovate narrative per dare drammaticità al racconto. Non si tratta sicuramente di un'opera che resterà negli anni, ma comunque di un film che ben sfrutta a sue carte. Il comparto tecnico fa un buon lavoro e, senza esagerare, riesce a mantenere un ritmo molto buono e una messa in scena cruda e seriosa, senza scadere nel ridicolo. Buoni gli attori, con un Ron Pearlman veramente convincente. Per gli amanti del genere, che non vogliono staccare il cervello, è un visione sicuramente da non perdere.

Hereditary - Le radici del male (2018) di Ari Aster


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Un horror dall'indubbia qualità, che riesce a mettere in scena una trama ben architettata e che disturba moltissimo. La narrazione ha un sviluppo veramente interessante e riesce a virare il tono dell'opera sempre più verso l'horror spinto senza dare una sensazione di discontinuità, riuscendo a trascinare lo spettatore dentro una spirale di malvagità e depravazione. Molte sono le sequenze che restano impresse veramente a lungo, per via della perizia tecnica con le quali sono messe in scena. Alcuni momenti lasciano senza fiato, altri riescono a spaventare e a disturbare fortemente. Gli effetti speciali, nonostante il budget non altissimo, sono ben fatti e fanno il loro dovere. Anche delle buone musiche e un montaggio ben studiato riescono a creare delle sequenze molto forti. Lo sviluppo narrativo ha un crescendo molto bello che porta ad un finale buono, ma che non fa gridare al miracolo, pur essendo veramente molto bello e adatto alla storia presentata. La regia ha dei guizzi molto interessanti e porta avanti un'opera mantenendo un tono serissimo e oppressivo che non abbandona mai la visione. Anche i personaggi sono tutti ben caratterizzati e hanno delle psicologie ben strutturate e che si evolvono in maniera intelligente, andando a creare una famiglia veramente ben amalgamata e che si fa fulcro della malvagità emergente. Colonna sonora ottima.

Nerve (2016) di Henry Joost e Ariel Schulman


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L'ennesimo young adult che mal sfrutta un'idea di base che poteva, sulla carta, essere interessante. L'introduzione alla narrazione mette in scena una tendenza diffusa fra i giovani, che ben si presta ad essere specchio di alcune storture della nostra società. Purtroppo il modo in cui viene messo in scena il tutto non è convincente e la forza del racconto ne risente moltissimo, essendo il tutto mostrato molto edulcorato e troppo legato alla relazione fra i due protagonisti. Questi ultimi non riescono a convincere, per via di una caratterizzazione troppo piatta e perché la ragazza subisce dei cambi caratteriali troppo repentini. Anche lo sviluppo, nonostante un buon inizio, non decolla mai e non riesce ad arrivare ad un livello di serietà sufficiente per tenere alto l'interesse. Finale un po' troppo idilliaco e facilone, che delude molto. La messa in scena ha delle buone idee, ma non riesce a reggere per tutta la pellicola con la medesima qualità. La regia non riesce a gestire il ritmo con la dovuta perizia e la parte centrale risulta veramente fiacca. La parte finale doveva iniziare ben prima per tirare avanti la narrazione. Anche i rapporti fra gli adolescenti sono trattati con la solita superficialità e non risultano, quindi interessanti. Un'opera destinata palesemente ad adolescenti legati maggiormente al mondo dei videogame, piuttosto che al cinema. Anche le musiche risultano abbastanza anonime.

martedì 31 luglio 2018

Message from the King (2017) di Fabrice Du Welz


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Un film che ha dalla sua alcune buone idee e una messa in scena riuscita, pur non avendo una narrazione eccessivamente originale. La pellicola ben sfrutta una messa in scena credibile e cruda, che fa percepire il degrado dello spicchio di società nella quale si muove il protagonista. La sua odissea per avere giustizia lo porta a sporcarsi umanamente e a fare azioni molto forti pur di raggiungere il suo scopo. Purtroppo il suo cadere verso il baratro non sfocia in una crisi vera e propria, ma porta inaspettatamente ad un finale fin troppo conciliatorio, anche se ben gestito. Lo sviluppo narrativo segue strade ampiamente battute, ma lo fa con una buona qualità narrativa e che fa appassionare, anche se alla lunga l'interesse tende un po' a calare. Interessante il quadro che viene dato di Los Angeles, una città ormai famosa per le sue luci ed ombre. Il protagonista è convincente, così come alcuni comprimari, mentre altri non sono granché, anche se nel complesso il cast convince. Buona anche la dose di violenza adottata, non eccessiva, ma adeguata al contesto del racconto.

La jena (1945) di Robert Wise


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Un capolavoro del macabro, che riesce ancora oggi, dopo più di 70 anni, ad avere una forza incredibile. La trama riprende un racconto di fine ottocento veramente disturbante. Il suo sviluppo è molto curato, riuscendo a dosare molto bene i toni durante la pellicola, passando da momenti più macabri ad altri più rilassati, andando così a costruire un racconto sempre interessante e coinvolgente. Non mancano scene molto forti, strutturate sempre con maestria e con una messa in scena che le fa rimanere impresse. Sono numerosi i momenti di alta qualità, frutto di un comparto tecnico che ha lavorato egregiamente e di una scrittura che è riuscita a creare dei dialoghi non forzati e molto interessanti. Anche lo sviluppo e il crescendo finale sono ottimi e portano avanti l'opera senza intoppi fino al bel finale. I personaggi sono realizzati benissimo e hanno una profondità ottima, avendo numerose sfaccettature, che li rendono interessanti. La regia è sublime e sfoggia una tecnica ottima, che valorizza ogni singolo istante. Molto bello come il terrore sia spesso solo suggerito, senza utilizzare scene esplicite, suscitando comunque una sensazione di malessere e di disturbo. Ottime musiche.