venerdì 18 ottobre 2013

Suspiria (1977) di Dario Argento


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Capolavoro dell'horror. In quest'opera Dario Argento si supera e crea un film eccezionale che ha giustamente fatto storia. Ogni aspetto è curato nei minimi dettagli. La regia è eccezionale, con montaggi alternati, riprese bellissime e il bellissimo racconto della vicenda che riesce a creare tensione e orrore dove dovrebbe ed in maniera magistrale. Visivamente la pellicola è magnifica oltre ad essere molto visionaria, soprattutto per quanto riguarda le luci (completamente inverosimili) e nella scelta di obiettivi che a volte deformano l'immagine. Verranno proposte anche alcune riprese con campi lunghissimi che spesso daranno senso di isolamento. Il film gioca molto sul cambio di illuminazione nelle varie scene con un uso massiccio di luci rosse, verdi, blu senza apparente origine che crea atmosfere molto inquietanti. La verosimiglianza viene messa da parte pur di creare le giuste situazioni di orrore, cosa che viene ampiamente perdonata grazie alla capacità del'opera di immergere lo spettatore nella vicenda. Anche il montaggio è magistrale, visto che sono presenti montaggi alternati bellissimi con alcune scene che fanno gridare al miracolo per come sono montate bene. La storia è abbastanza classica, con una nuova allieva di una scuola di ballo che scoprirà una setta di streghe alla guida dell'istituto. I personaggi sono molto curati e ben scritti. Gli effetti speciali sono molto curati e riescono a disturbare persino al giorno d'oggi, pur essendo un po' datati in alcuni aspetti. Anche la colonna sonora è bellissima, grazie all'ottimo lavoro fatto dai Goblin, che avevano già collaborato con Argento. In poche parole, questo film è un capolavoro che ogni amante del cinema dovrebbe aver visto almeno una volta nella vita, almeno per render omaggio ad un grande regista italiano che purtroppo ultimamente sembra aver perso l'abilità che lo ha sempre contraddistinto.

giovedì 17 ottobre 2013

Il buio si avvicina (1987) di Kathryn Bigelow


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Bellissimo horror con contaminazioni western. In quest'opera viene rispolverato il mito del vampiro aggiornandolo, come si deve, ai giorni nostri. Seguiamo la storia di un ragazzo di campagna che viene trasformato in vampiro da una ragazza che aveva abbordato e si troverà suo malgrado a dover unirsi al suo gruppo di amici per poter sopravvivere. Ogni personaggio è ben strutturato e lascia la sua impronta grazie anche a degli attori molto in parte che riescono a dare carisma ai propri ruoli. Perfino la relazione amorosa fra i due protagonisti non risulta melensa, ma ben strutturata e si riduce in alcuni punti ad un rapporto quasi animalesco. Apprezzabile è anche il fatto che i vampiri siano assetati di sangue e non si facciano molti scrupoli ad uccidere gli altri pur di nutrirsi (e sopravvivere). La regia e la fotografia sono splendide, risultando atipiche per un horror e molto più simili, in molti punti, ad un western. A tale proposito segnalo lo scontro finale con i due schieramenti che si fronteggiano lungo la strada in maniera molto simile ad un duello. Le luci sono dosate molto bene soprattutto di notte e creano un'atmosfera classica e molto bella. Nonostante sia un horror non è presente molta violenza, dato che la maggior parte delle ferite viene inferta da armi da fuoco (quindi come in ogni action che si rispetti). Una cosa molto interessante è che i vampiri non sono visti come mostri senza cuore, ma presentano sfaccettature molto umane che si manifestano soprattutto durante le crisi che avvengono nel film. Ciò mostra questi personaggi come quelli che riescono a manifestare più amore degli umani che li circondano, anche se si macchiano di orribili crimini. In questo caso questi mostri non sono mostrati come invincibili o inarrestabili, ma anzi sono fatti vedere sempre al limite della sopravvivenza in una vita dove il minimo errore può costare molto caro e in cui è necessario pianificare ogni mossa per evitare di trovarsi impreparati di fronte all'alba. La creazione di un ottimo film dell'orrore con influenze western di tale qualità è un evento raro ed è quindi meritevolissimo di essere visto, dato che presenta un intrattenimento di alto livello è un livello poetico non comune.

domenica 13 ottobre 2013

The Human Centipede 2 (Full Sequence) (2011) di Tom Six


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Riuscito seguito che supera in alcuni aspetti il primo capitolo. L'incipit del film è ben riuscito con la presentazione del nuovo protagonista che visiona al PC The Human Centipede (First Sequence). Quest'uomo è un disturbato mentale che ammira le gesta compiute dal dottore nel prequel e vuole tentare di superarlo creando un centipede composto da 12 persone. Come idea per cominciare la pellicola l'ho trovata molto azzeccata, insieme al fatto di utilizzare il bianco e nero, per dividere il mondo filmico al quale si ispira dalla realtà che vive. La differenza più grande fra le due opere è che, mentre il primo presentava una fotografia asettica e una messa in scena pulita con ambienti simili a sale operatorie, qua abbiamo un'ambientazione che dà un forte senso di sporcizia e di disagio. La regia diventa molto meno "classica" con alcune scene molto azzeccate ed è presente più virtuosismo. Anche la violenza e il gore, lasciato più all'immaginazione nel primo, qua viene sbattuto in faccia e ogni colpo così come ogni ferita inferta hanno un'enfasi che alla lunga rende la visione faticosa e ripugnante, cosa che in un horror va bene. Gli attori sono migliori di quelli presenti nel primo ed è presente un protagonista veramente azzeccato dal punto di vista estetico. Viene persa ogni precisione nell'azione per portare avanti una macelleria che nella parte finale è abbastanza disturbante, anche se in un punto cerca l'estremismo in una maniera un po' forzata. La parte dove il film pecca un po' è la prima metà, durante la ricerca delle cavie, dato che ci sono scene abbastanza ripetitive che potevano essere ridotte di numero. Un'altra cosa che non funziona molto è la struttura un po' troppo simile all'altro capitolo, anche se la variazione stilistica sopperisce in parte a questo difetto. Le scene al di fuori della "caccia" sono invece molto riuscite e mostrano la vita privata del folle protagonista e di sua madre. Una cosa interessante è che tutta la vicenda presenta un realismo minore rispetto a quella inscenata nel primo, che sembrava molto più plausibile e, il fatto che la storia sia ambientata nella realtà, mentre l'altro venga rilegato alla dimensione filmica sembra una scelta voluta per indicare come la realtà a volte superi le invenzioni possibili su schermo. Ovviamente la riduzione del realismo non è di per sè un aspetto positivo, dato che non ci ho visto una motivazione artistica o di trama abbastanza forte. Quindi questo è un bel seguito stilisticamente superiore all'originale, molto più estremo e disturbante, ma che potrebbe dare un senso di deja vù seguendo un'andamento fin troppo simile allo scorso capitolo.

The Human Centipede (First Sequence) (2010) di Tom Six


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Buon horror vecchio stile. La storia tratta di un dottore pazzo specializzato in separazione di siamesi che decide di unire 3 persona in fila (bocca-culo) per creare il centipede umano. Seguiamo quindi le vicende delle due protagoniste che finiranno fra le mani del dottore. La trama è abbastanza interessante, soprattutto per la follia del progetto che dovrà essere attuato. La pellicola infatti suscita nello spettatore la classica voglia macabra di vedere il centipede completo, ma tenterà di farci parteggiare per le vittime una volta che avverranno i tentativi di fuga, riuscendoci solo in parte. Lo stile narrativo tenuto dal film è abbastanza classico, quasi retrò, con un ritmo lento, poca azione e con il cattivo che ricorda gli scienziati pazzi del passato. Quest'ultimo è il personaggio sviluppato meglio, infatti mostrerà un comportamento rigoroso e scientifico durante la messa in opera dell'operazione (preparativi compresi), mentre nascerà in lui una rabbia eccessiva nei momenti in cui il suo piano rischia di non compiersi. Gli altri attori sono caratterizzati poco e sono trattati semplicemente come carne da macello, cosa che impedisce in parte di entrare in empatia con loro. Gli interpreti sono abbastanza scarsi, soprattutto le donne, mentre quello che fa il dottore è convincente. La fotografia è buona anche se un po' troppo pulita, forse a voler far sembrare tutto come una sala operatoria. Anche la regia è ben fatta e riesce a creare abbastanza bene la tensione e la repulsione. Il film è quasi totalmente privo di violenza, anche se è presente qualche scena un po' gore in quantità minore rispetto a quanto mi aspettassi. Un problema di cui soffre la pellicola è che risulta poco estrema dal punto di vista visivo e di sceneggiatura, il che la rende meno efficace e c'è un calo di ritmo un po' eccessivo nella seconda metà del film che si risolleva nel buon finale. Apprezzabile anche il fatto di rendere molto realistico il tutto, con la polizia che riesce a capire cosa sta facendo il dottore in un tempo ragionevole. In conclusione, questo è un horror nel vero senso della parola, che intrattiene bene, anche se non riesce ad eccellere in nessun campo pur dimostrando una certa cura, che lo fa assestare comunque su buoni livelli, non scadendo nell'action.

mercoledì 9 ottobre 2013

Grabbers (2012) di Jon Wright


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Discreta horror-comedy che diverte senza eccellere. Ci troviamo di fronte ad un horror in cui degli isolani dovranno vedersela con un mostro gigante venuto dallo spazio. La storia segue la struttura classica: il mostro fa fuori qualcuno senza che gli altri lo sappiano; viene studiato un suo simile e vengono fuori altre informazioni sul mostro; battaglia finale fra i cittadini e la creatura. La cosa più interessante è che l'unica sostanza velenosa per il mostro è l'alcool, quindi verrà organizzata una sbronza collettiva in un pub per evitare di farsi succhiare il sangue. Le parti migliori sono durante questa sequenza, dato che per il resto del film non ci sono momenti comici degni di nota e il fatto di vedere una vicenda stravista, anche se sopra le righe, non fa immergere completamente nella narrazione. La fotografia e la regia non sono male, anche se non offrono momenti eccezionali, rimanendo su canoni medi, ma più che decorosi. I personaggi sono la componente migliore dato che sono ben delineati, anche se paradossalmente sono più interessanti i comprimari dei protagonisti. Non sto parlando di personaggi di spessore, ma di personalità quasi macchiettistiche funzionali alla storia, che riescono ad essere molto divertenti. Il punto il cui la pellicola guadagna punti è indubbiamente quello in cui i personaggi si ubriacano, risultando divertenti e sconclusionati. Tutto il film rimane volutamente un po' sopra le righe, senza però diventare eccessivo e questo secondo me, non è un bene perchè poteva aspirare ad essere molto di più. Rimane comunque un film divertente che intrattiene bene, anche se la parte horror è messa un po' troppo da parte per lasciare il posto all'azione.

Il mistero dell'acqua (2000) di Kathryn Bigelow


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Bel film dalle belle atmosfere che crea un interessante parallelismo fra le vicende raccontate. La storia è ambientata su due linee temporali, una delle quali ambientata nel passato in un villaggio di pescatori in cui avviene un duplice omicidio. Oltre a questa, è trattata anche la vicenda, ambientata nel presente, di due coppie che vanno in vacanza dove sorgeva il villaggio per accompagnare una di loro a fare delle foto. Tutto si basa sui rapporti sociali che si instaurano fra i personaggi nel passato e nel presente, mettendo gradualmente in luce conflitti e rivalità tenute nascoste dietro ad una maschera di normalità. La struttura narrativa è molto interessante e sviluppata molto bene, riuscendo a creare atmosfere opprimenti, cariche di mistero e di tensione. La fotografia, a volte in bianco e nero, rimane sempre bellissima ed è una delle componenti migliori del film. La vicenda prosegue svelando man mano le nebbie e i misteri presenti nelle due linee temporali, fino ad arrivare al bel finale in cui viene presentato un'interessante parallelismo fra i due tempi, il quale aleggia sempre nell'aria durante tutta l'opera. La colonna sonora è buona, ma rimane su canoni abbastanza classici per le situazioni presentate. Gli attori recitano molto bene, dando a tutti i personaggi una caratterizzazione adeguata. Questo è un film che merita, quindi, di essere visto, dato che si muove un po' fuori dagli schemi, riuscendo a tenere alto l'interesse dello spettatore per tutta la vicenda e inscena rapporti umani che, se vissuti in maniera sbagliata, possono portare ad estreme conseguenze.

lunedì 7 ottobre 2013

Terminator 3 - Le macchine ribelli (2003) di Jonathan Mostow


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Il terzo capitolo della saga Terminator riesce a deludere quasi sotto ogni punto di vista. Viene in questo caso riproposta una trama molto simile a quella del secondo, con due modelli di Terminator a confronto, in cui uno deve salvare John Connor e dei suoi futuri collaboratori, mentre l'altro dovrà farli fuori tutti. Nel frattempo assistiamo all'ascesa di Skynet che è l'unica cosa che differenzia questa pellicola dalla precedente. Il primo calo netto si ha nei personaggi che sono poco carismatici, bidimensionali e non danno una prova attoriale degna di nota. Nemmeno Arnold riesce a rendere il suo personaggio a livello degli altri episodi, facendo facce strane e perdendo il carisma che lo contraddistingueva. Il film è diventato un action puro, dove non è più presente il clima cacciatore-preda tipico degli altri, cosa che sarebbe gradita se fosse stata fornita una sceneggiatura di qualità. Purtroppo ciò non è avvenuto e ci troviamo purtroppo di fronte a scene trash senza senso, inseguimenti interminabili e una valanga di esplosioni (alcune delle quali inspiegabili). La regia è decorosa e ben curata, peccato che non riesca a risollevare il film da una cocente delusione. La fotografia invece l'ho vista un po' patinata e non mi ha entusiasmato. Anche gli effetti speciali (non in CGI) non fanno gridare al miracolo, mentre la computer grafica è un po' abusata. Alla fine abbiamo di fronte un film che non lascia il segno come dovrebbe e rimane schiacciato dall'eredità lasciata dai due magnifici prequel.