domenica 9 settembre 2018

Oculus - Il riflesso del male (2013) di Mike Flanagan


Trailer del film


Un buon horror che ben sfrutta il genere per portare avanti un racconto interessante. La narrazione subisce un crescendo ben strutturato che coinvolge molto, anche grazie a due protagonisti ben fatti e che ben si amalgamano fra loro. L'iniziale scontro fra i loro due punti di vista è veramente ben fatto e fa venire il dubbio che la sorella sia effettivamente fuori di testa. Lo sviluppo è abbastanza classico, ma coinvolge abbastanza, andando a ben miscelare il presente con il passato dei due protagonisti. Anche lo specchio, vero antagonista nella pellicola, ha una caratterizzazione di tutto rispetto e crea un'atmosfera veramente pesante. Il modo subdolo in cui tenta di soggiogare le menti dei due ragazzi lo fa apparire veramente temibile e spietato. La perdita graduale di lucidità dei giovani viene ben trasmessa, il quale fa fatica a distinguere la realtà dall'illusione. Sul lato tecnico ci troviamo di fronte ad un buon lavoro, che non ha chissà quali guizzi, ma porta a casa un'opera convincente che poteva scadere nel ridicolo con facilità. Il resto del comparto tecnico lavora bene e dà il giusto tono all'esperimento organizzato dai protagonisti, per poi virare verso una messa in scena più sanguigna e viscerale. Non mancano alcuni cliché un po' fastidiosi, ma nel complesso la storia regge bene.

Madre! (2017) di Darren Aronofsky


Trailer del film


Una rappresentazione allegorica della bibbia che convince per la follia visionaria messa in scena, piuttosto che per l'idea di base. La narrazione parte con una calma incredibile, per poi procedere con un susseguirsi di eventi che portano ad un crescendo magnifico che si spinge fino alla follia più pura. L'arco narrativo ha un'evoluzione che spiazza e disturba lo spettatore, tanto da rendere la visione quasi insostenibile. Il parallelismo fra la vicenda narrata e i racconti biblici non è immediatamente palese, ma una volta notato, risulta immediato da cogliere. I simbolismi messi in campo non sono sempre raffinatissimi, ma nel complesso il tutto ha una messa in scena veramente convincente. L'entrata in scena dei vari personaggi stordisce volutamente lo spettatore e crea un forte legame fra lui e la protagonista. Non mancano momenti gore abbastanza spinti e, una caratterizzazione dei personaggi ben studiata, fa sì che si arrivi al finale senza grossi cali. La parte finale è molto buona e riesce a stupire, oltre a dare un senso al tutto. La regia ha ovviamente una buonissima mano e riesce ad osare senza scendere a compromessi, pur mostrando il fianco in alcuni passaggi. La messa in scena a volte è un po' semplicistica, ma nel complesso si nota una buona cura. Sicuramente un'opera coraggiosa, con dei difetti, ma con una forza incredibile. Sicuramente da vedere.

The End? L'inferno fuori (2017) di Daniele Misischia


Trailer del film


Un horror italiano fatto con criterio e con buona mano, che fa ben sperare per il futuro del genere in Italia. La trama è molto semplice e si svolge tutta in un ascensore, mentre fuori un'infezione sta decimando la popolazione di Roma. La situazione non è semplice da gestire, dato che il ritmo è sempre a rischio, ma in questo caso il tutto è stato gestito bene e non sono presenti cali degni di nota. La narrazione gestisce molto bene il tutto e vengono create numerose situazioni dalla buona varietà, arrivando anche ad un buon grado di violenza. Anche l'evoluzione del protagonista, per quanto telefonata, è buona e crea un buon interesse. Gli effetti speciali sono buoni, anche se a volte lo scarso budget si sente. Anche i personaggi inseriti sono ben strutturati e permettono al protagonista di confrontarsi con numerose figure che favoriscono la sua crescita. Anche il finale è buono, probabilmente un po' troppo idilliaco, ma calza bene con la storia raccontata. La regia, quindi, fa un buon lavoro e riesce a portare a casa il risultato, creando una buona atmosfera e ben sfruttando l'angusta ambientazione, come avviene ad esempio con la scena dei walkie talkie. La messa in scena non è perfetta, ma svolge bene il suo scopo. Anche le musiche non sono male. In definitiva, una pellicola buona, non eccezionale, ma fatta con vera passione e che fa bene al cinema italiano.

Yoga Hosers - Guerriere per sbaglio (2016) di Kevin Smith


Trailer del film


Un Kevin Smith che non si prende sul serio, ma riesce a costruire una storia folle e molto divertente. La trama segue le vicende di due ragazze canadesi, apparse anche nel precedente film del regista, Tusk. La storia segue la loro vita da adolescenti, portando avanti uno sviluppo che vira sempre più verso il nonsense e il folle. Questo stranisce lo spettatore e riesce a dare alla narrazione un taglio molto divertente. Il tutto viene gestito con molta leggerezza, permettendo di gestire al meglio tutte le trovate nonsense messe in scena. La trama ha delle buone idee, talmente folli da risultare credibili nel contesto presentato. Alla fine si tratta di una narrazione molto fine a se stessa e senza grossi spunti, ma fa senza dubbio il proprio dovere. Anche la messa in scena favorisce questa atmosfera rilassata e divertente. Alcune scene sono veramente interessanti e risulta ben visibile lo stile di Smith. Gli effetti speciali sono volutamente posticci, ma nel contesto presentato sono adeguati allo scopo. I personaggi sono caricaturali e l'ironia messa in scena tramite le loro battute è ben sfruttata. Nel complesso, quindi, un buon film, senza pretese che riesce ad intrattenere abbastanza bene e far divertire senza impegno.

domenica 12 agosto 2018

13 peccati (2014) di Daniel Stamm


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Un action movie dalle tinte horror che, senza avere grandi pretese, riesce a divertire e ad appassionare fino alla fine. La trama non è delle più originali, ma risulta veramente funzionale e adatta anche ad una lieve critica sociale. Quasi ogni personaggio risulta avere una sete incontrollata per il denaro, cosa che spingerà quasi tutti a commettere atti malvagi e senza morale pur di guadagnare qualche spicciolo. Il protagonista è emblema di come la società capitalista contemporanea tiri fuori il peggio dall'essere umano. Il tutto viene portato avanti grazie ad una trama ritmatissima, che non ha paura di mettere in scena alcune scene molto forti e al limite del gore. Il tutto porta a sacrificare un po' di realismo, ma il risultato finale giustifica in parte questa mancanza. L'escalation delle prove è ben gestita e alcune di esse sono veramente interessanti e ingegnose. La chiusa della pellicola non è granché, ma la parte finale ha delle buone trovate narrative per dare drammaticità al racconto. Non si tratta sicuramente di un'opera che resterà negli anni, ma comunque di un film che ben sfrutta a sue carte. Il comparto tecnico fa un buon lavoro e, senza esagerare, riesce a mantenere un ritmo molto buono e una messa in scena cruda e seriosa, senza scadere nel ridicolo. Buoni gli attori, con un Ron Pearlman veramente convincente. Per gli amanti del genere, che non vogliono staccare il cervello, è un visione sicuramente da non perdere.

Hereditary - Le radici del male (2018) di Ari Aster


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Un horror dall'indubbia qualità, che riesce a mettere in scena una trama ben architettata e che disturba moltissimo. La narrazione ha un sviluppo veramente interessante e riesce a virare il tono dell'opera sempre più verso l'horror spinto senza dare una sensazione di discontinuità, riuscendo a trascinare lo spettatore dentro una spirale di malvagità e depravazione. Molte sono le sequenze che restano impresse veramente a lungo, per via della perizia tecnica con le quali sono messe in scena. Alcuni momenti lasciano senza fiato, altri riescono a spaventare e a disturbare fortemente. Gli effetti speciali, nonostante il budget non altissimo, sono ben fatti e fanno il loro dovere. Anche delle buone musiche e un montaggio ben studiato riescono a creare delle sequenze molto forti. Lo sviluppo narrativo ha un crescendo molto bello che porta ad un finale buono, ma che non fa gridare al miracolo, pur essendo veramente molto bello e adatto alla storia presentata. La regia ha dei guizzi molto interessanti e porta avanti un'opera mantenendo un tono serissimo e oppressivo che non abbandona mai la visione. Anche i personaggi sono tutti ben caratterizzati e hanno delle psicologie ben strutturate e che si evolvono in maniera intelligente, andando a creare una famiglia veramente ben amalgamata e che si fa fulcro della malvagità emergente. Colonna sonora ottima.

Nerve (2016) di Henry Joost e Ariel Schulman


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L'ennesimo young adult che mal sfrutta un'idea di base che poteva, sulla carta, essere interessante. L'introduzione alla narrazione mette in scena una tendenza diffusa fra i giovani, che ben si presta ad essere specchio di alcune storture della nostra società. Purtroppo il modo in cui viene messo in scena il tutto non è convincente e la forza del racconto ne risente moltissimo, essendo il tutto mostrato molto edulcorato e troppo legato alla relazione fra i due protagonisti. Questi ultimi non riescono a convincere, per via di una caratterizzazione troppo piatta e perché la ragazza subisce dei cambi caratteriali troppo repentini. Anche lo sviluppo, nonostante un buon inizio, non decolla mai e non riesce ad arrivare ad un livello di serietà sufficiente per tenere alto l'interesse. Finale un po' troppo idilliaco e facilone, che delude molto. La messa in scena ha delle buone idee, ma non riesce a reggere per tutta la pellicola con la medesima qualità. La regia non riesce a gestire il ritmo con la dovuta perizia e la parte centrale risulta veramente fiacca. La parte finale doveva iniziare ben prima per tirare avanti la narrazione. Anche i rapporti fra gli adolescenti sono trattati con la solita superficialità e non risultano, quindi interessanti. Un'opera destinata palesemente ad adolescenti legati maggiormente al mondo dei videogame, piuttosto che al cinema. Anche le musiche risultano abbastanza anonime.