mercoledì 26 ottobre 2016

Inferno (2016) di Ron Howard


Trailer del film

Mediocre adattamento che non possiede alcuna forza narrativa, né una trama degna di nota. La storia, nonostante una partenza abbastanza interessante, si perde in un intreccio mediocre e pieno di buchi di sceneggiatura, che lo rendono saltuariamente al limite del ridicolo. Alcune svolte narrative e alcune scene non sembrano avere molto senso. I personaggi sono abbastanza piatti e un comparto tecnico buono non basta a risollevare le sorti della pellicola. La fotografia, soprattutto nelle riprese panoramiche, punta molto sull'effetto cartolina, senza che questo sia funzionale alla trama. Uniche sequenze interessanti sono le allucinazioni del protagonista, che denotano una certa cura visiva e facevano sperare di vedere qualcosa di meglio.

La signora ammazzatutti (1994) di John Waters

Trailer del film

Grande film che distrugge la famiglia americana e porta una forte critica alla società. La trama prende subito piede e presenta un personaggio fantastico. La protagonista è adorabile e la sua vicenda è raccontata con estrema intelligenza e cura. La sua famiglia perfetta non sa come gestire la sua forza distruttiva, così come la società, la quale si dimostra malata come lei. Bellissimo il modo in cui viene spettacolarizzato il processo e come lei diventi una star, mostrando il marciume nascosto nella società. La regia riesce a far risaltare la vena comica del racconto e riesce ad avere una verve rara e una bella forza distruttiva. Fotografia dai colori accesi che stona volutamente con quanto mostrato, diventando così molto interessante. Racconto fantastico e personaggi veramente ben strutturati rendono questo film una perla rara.

martedì 18 ottobre 2016

Scomparse (2015) di Lee Hae-young


Trailer del film

Mediocre racconto dalle tinte horror con pochi momenti ben riusciti. Il ritmo della narrazione risulta fin da subito troppo lento e l'interesse sulla vicenda va a scemando. Lo sviluppo non è male, soprattutto nelle scene dalle tinte horror, le quali denotano una maggior cura, ma nel complesso la messa in scena non convince e non sembra curata a sufficienza. Anche la storia non è molto originale, anche se potrebbe intrattenere un pubblico meno smaliziato. Dal lato tecnico il regista non dimostra grandi doti, ma porta a casa il lavoro senza infamia e senza lode, anche se nei momenti horror costruisce delle scene più interessanti. Personaggi abbastanza anonimi.

La parola ai giurati (1957) di Sidney Lumet


Trailer del film



Capolavoro di Lumet, che riesce a costruire una storia fantastica in un'unica stanza. La trama è semplice, ma raccontata e sviluppata benissimo. La maestria del regista sta nel farci entrare nella psicologia dei giurati e nel raccontare il delitto senza mostrarcene nemmeno un frammento. Bella analisi sull'umanità dei personaggi e su come la giustizia sia difficilmente scindibile dalla propria soggettività. Interessante vedere come i cambiamenti possano anche partire dall'opposizione del singolo contro la massa, se portata avanti con intelligenza. I personaggi sono fantastici e veramente ben approfonditi. Ritmo eccellente che non fa calare mai l'attenzione. Tecnica registica ai massimi livelli, che riesce a dare dinamismo ad una vicenda che sulla carta rischiava di essere molto pesante da vedere.

sabato 5 dicembre 2015

Lo sciacallo - Nightcrawler (2014) di Dan Gilroy


Trailer del film



Bella pellicola che sfrutta sapientemente una storia interessante per portare ottime critiche alla società. La trama vede come protagonista Lou, un giovane ragazzo che sta tentando di trovare la sua via nel mondo del lavoro, con mezzi più o meno leciti. Un giorno casualmente rimarrà affascinato dal lavoro svolto da alcuni reporter di cronaca, i quali cercano servizi per le vie cittadine durante la notte. Il ragazzo decide di intraprendere quella strada e seguiremo le sue vicende nel tentativo di sfondare e arrivare al successo. Da subito emergerà la forte ambizione di Lou, che pur di raggiungere i suoi obiettivi non si fermerà di fronte a nulla. 
Lou in uno studio televisivo
Molto interessante è il mondo lavorativo nel quale si muove, dato che questo è caratterizzato da un vero a proprio sciacallaggio sulle tragedie, essendo tutti i giornalisti notturni in cerca dei fatti più cruenti e delle inquadrature più sanguinolente senza alcun rispetto per le vittime. La trama è molto interessante ed è sviluppata con intelligenza, fornendo una bella evoluzione del protagonista e con un'estremizzazione delle immoralità commesse per raggiungere il suo scopo.
Lou e il suo assistente a caccia di notizie
Uno degli aspetti più interessanti, oltre al bel contesto creato, è il modo con cui vengono tratteggiati i media, gli spettatori e i reporter, tutti e tre colpevoli di un imbarbarimento della notizia. I primi manipolano la realtà come meglio credono per dare notizie dal forte impatto emotivo, lasciando in secondo piano i fatti più importanti, mentre il pubblico segue con morbosità questi fatti non curandosi del modo strumentale in cui vengono presentati.
I due in attesa di una segnalazione
I reporter ovviamente fanno il lavoro sporco, che deve rimanere dietro le quinte patinate dei telegiornali, trovandosi a riprendere scene con freddezza e distacco. Attraverso la scalata al successo del ragazzo viene messa in scena un'estremizzazione del sogno americano, del lavoratore che con il proprio impegno riesce a attuare la scalata sociale. Lou si impegna, infatti, moltissimo per raggiungere i suoi obiettivi, passando sopra a tutto e tutti, senza alcun rimorso. Nella pellicola è anche presente un interessante riflessione metacinematografica, dato che lo spettatore del film condanna il comportamento di Lou, ma nello stesso tempo, brama nuove immagini sempre più disturbanti, in maniera "analoga" agli spettatori del TG, mostrando come la visione dei film soddisfi in parte il desiderio vouyeristico innato degli spettatori.
Lou flirta con la direttrice del telegiornale
Da tutto questo emerge un quadro desolante, con una società ancora fortemente classista e lobotomizzata dalle notizie ad effetto fornite dalla televisione, le quali sono il veicolo con cui portare avanti una forte immoralità nella fruizione e nella produzione di tali contenuti. La regia è molto buona, dato che mantiene un buon ritmo per tutta la durata dell'opera e riesce a darle un taglio veramente azzeccato, ben delineando il contesto nel quale si trova il protagonista. La fotografia, soprattutto di notte, è molto curata, con un buon uso delle ombre e con una bella creazione dell'atmosfera. Le ambientazioni urbane sono ben caratterizzate e non sono rese quasi mai scialbe o tirate via. il montaggio è curato e anche nelle scene più concitate riesce ad dare chiarezza e a dare il giusto ritmo alle sequenze, prendendosi i suoi tempi quando serve.
Uno dei rari momenti di crisi del protagonista
La colonna sonora è nella norma e ben si amalgama alle situazioni. I personaggi sono ben caratterizzati, con una menzione particolare per Lou, così odioso e spietato ma comunque molto interessante, e la direttrice dell'emittente che collabora con il protagonista, anch'essa senza scrupoli e fredda calcolatrice. Lou riesce ad essere molto inquietante, dato che di fronte ad una faccia angelica e serena, nasconde un malvagità e una freddezza che spiazza e disturba molto. I personaggi acquistano spessore anche grazie a delle buone interpretazioni, che riescono a dare il giusto apporto alla caratterizzazione. La trama, come già scritto, è ben strutturata ed ha delle belle idee ben sfruttate. Questo è quindi un film molto interessante, che porta avanti numerose critiche attraverso una storia torbida ed appassionante, realizzata bene dal punto di vista tecnico, permettendo così allo spettatore di godersi l'evoluzione del protagonista e di analizzare efficacemente il microcosmo che lo circonda lasciandosi alle spalle una realtà desolante e priva di umanità.

giovedì 26 novembre 2015

Prisoners (2013) di Denis Villeneuve


Trailer del film


Bel thriller che riesce a sondare molto bene l'anima dei personaggi. La storia vede come protagonista una famiglia americana alla quale viene rapita la figlia. Dal quel momento la storia seguirà le vicende del padre della bambina che decide di farsi giustizia da solo e il poliziotto incaricato delle indagini che tenterà di ritrovare la bambina attraverso strade più convenzionali. I due modus operandi procederanno di pari passo e verranno messi a confronto per studiarne la bontà. Ovviamente il metodo del padre, seppur comprensibile in parte per via del forte dolore provato, risulta essere il più inumano e immorale.
I poliziotti arrestano un sospetto
Questo approccio porta l'uomo a compiere atti estremi, i quali non portano ad effettivi sviluppi nell'indagine, ma sembra servano unicamente come valvola  di sfogo per i genitori delle vittime, rischiando però di compromettere la propria morale e la propria famiglia. Al contrario, le indagini compiute dal poliziotto sono molto più incisive e risulta essere l'unico a portare risultati. La realtà rappresentata è molto cruda ed il confine fra giusto e sbagliato è labile, dando così un buono spessore alle figure che prendono parte al racconto. La storia si sviluppa molto bene e sono rari i momenti di stallo, anche se alcune sequenze potevano essere più brevi. L'intrecciarsi delle vicende dei due protagonisti riesce ad appassionare e pone lo spettatore di fronte ad un dubbio morale: cosa farei io al posto del padre della bambina?
Il padre della bambina tortura il sospetto
Quindi da un lato viene istintiva la condanna al comportamento del padre, dall'altro emerge una specie di solidarietà dovuta alla sua disperazione. Ovviamente la pellicola condanna tali comportamenti, legati alla giustizia privata e alla vendetta, dato che vengono mostrati inefficaci e terribili. Il modo con cui vengono portate avanti le torture è molto efficace e riesce a scuotere lo spettatore, pur non mostrando mai immagini sconvolgenti. Il tono cupo con cui viene portata avanti l'opera è molto efficace e crea un'atmosfera veramente intrigante. La pellicola qualitativamente regge bene per tutta la sua durata, anche se sul finale sono state prese scelte narrative un po' forzate in alcuni tratti, come se ci fosse stata l'intenzione di portare la trama verso una determinata conclusione, anche se frutto di fin troppe coincidenze.
Anche la polizia torchia il ragazzo
La regia è molto buona e sfrutta uno stile abbastanza classico ma ben fatto, dato che riesce a far salire bene la tensione e riesce a far emozionare ed appassionare lo spettatore. Il ritmo è mantenuto sempre adeguato, oltre ad aver gestito molto bene le situazioni e la storia, avendole dato un taglio crudo e creando un'atmosfera opprimente e cupa che aiuta molto nella riuscita del racconto. La fotografia utilizza dei toni molto cupi che creano un'aura mortifera durante buona parte della storia. I personaggi sono ben disposti ed alcune inquadrature risultano interessanti. Anche la scelta di dare al clima un ruolo caratterizzante, ambientando molte scene durante la pioggia, l'ho trova azzeccata. Il montaggio è ben fatto con alcune sequenze che sfruttano veramente bene il montaggio parallelo. Anche la costruzione delle scene dà vita a dei momenti molto inquietanti, come l'utilizzo della sega elettrica da parte di un personaggio, mentre stanno pensando a come far parlare il sospettato. Inoltre la scelta di non mostrare sempre le torture ma lasciandole immaginare, rende alcune scene abbastanza forti, anche se non vengono mai raggiunti livelli degni di nota. I personaggi sono ben strutturati, anche se presentano tratti un po' stereotipati. I protagonisti riescono ad amalgamarsi bene fra loro e hanno uno spessore che impedisce di dare un giudizio certo sul loro operato, anche se la pellicola condanna apertamente alcuni comportamenti.
Le conseguenze delle feroci torture del padre
La storia è interessante, dal taglio classico e con alcuni cali che non compromettono la qualità complessiva dell'opera. Quindi questo thriller riesce ad elevarsi dalla media anche senza presentare molti elementi di originalità o di spicco, ma riesce a giocare molto bene le sue carte coinvolgendo lo spettatore e intessendo una trama inquietante supportata da un buon livello tecnico e da degli interpreti in parte. La pellicola riesce così ad intrattenere e a far riflettere sulla moralità dei personaggi e sul loro modo di reagire in situazioni straordinarie, capaci di estrarre gli istinti più bassi della natura umana.

sabato 24 ottobre 2015

Voglio la testa di Garcia (1974) di Sam Peckinpah


Trailer del film


Grandissima opera che mette bene in mostra il potere distruttivo del denaro sulla moralità delle persone. La pellicola comincia con la richiesta di un "fazendero" messicano, di portargli la testa di uno suo dipendente, Alfredo Garcia, per aver messo incinta sua figlia. A quel punto, vista la lauta ricompensa messa sul tavolo, molte persone saranno interessate nel trovare Garcia. Per aiutarsi nell'indagine, due uomini affideranno l'incarico a Bennie, un messicano, il quale preso dall'avidità metterà a repentaglio al sua vita per compiere la missione.
Bennie ed Elita decidono di fuggire insieme
La pellicola è strutturata inizialmente come un road movie, nel quale Bennie e la sua compagna Elita vanno in cerca del cadavere di Garcia per riscuotere la taglia. La trama è sviluppata benissimo e riesce ad approfondire molto bene i temi trattati, senza sacrificare l'intrattenimento, essendo veramente appassionante. Ovviamente l'opera di scaglia contro il potere corruttivo del denaro, che porta le persone ad andare contro la propria morale e mostra l'insensatezza della ricerca di una rivalsa sociale ad ogni costo, non accontentandosi di ciò che si ha. Queste tematiche sono strutturate molto bene e riescono a far breccia nello spettatore, grazie all'empatia creata con Bennie ed Elita.
Bennie mentre lavora
Anche gli sviluppi della trama non sono banali e sono gestiti benissimo riuscendo a costruire una narrazione lineare, ma molto profonda. La pellicola è caratterizzata da una certa dose di violenza che aiuta molto a caratterizzare il contesto crudele nel quale si muovono i personaggi. I destini assegnati alle persone sono spesso impietosi e non puntano ad accontentare lo spettatore, ma a rendere il tutto realistico e funzionale al racconto. Molto bella è la parabola umana vissuta da Bennie, che pur di fare soldi arriva a rinnegare tutto ciò in cui crede, per poi, dopo aver toccato il fondo, tentare di ottenere una rivalsa non più dal punto di vista sociale, ma dal punto di vista morale, essendosi reso conto di cosa era diventato. Inoltre la storia d'amore fra i due è realizzata molto bene, riuscendo ad emozionare e mettendo in risalto la dignità di Elita, che, anche se con un pizzico di ingenuità, propone a Bennie di fuggire e coronare il loro amore con uno stile di vita semplice.
Bennie viene fermato da dei paesani che rivogliono la testa
Il loro reciproco sviluppo emotivo riesce a dare molta forza al racconto e fa da contraltare alla crudeltà che li circonda da ogni lato. Lui si troverà quindi a scegliere fra due opzioni: l'amore puro e semplice e la scalata sociale attraverso del denaro facile guadagnato onestamente.
I due raggiungono la loro destinazione
La regia è meravigliosa, dato che riesce ad essere visivamente molto potente e a far ragionare su molte tematiche. La cura nelle inquadrature e l'intensità del racconto denotano una bravura rara. Le ambientazioni, durante il viaggio dei due protagonisti restano impresse e aiutano a creare un contesto vitale ed interessante. La fotografia riesce a dare spessore ai luoghi rendendoli omogenei fra loro. Il montaggio è assolutamente perfetto e in molte sequenze riesce a stupire per la precisione e per il gusto estetico, come durante le sparatorie, dove è possibile notare lo stile di Sam Peckinpah.
Bennie scappa con la testa
Il ritmo è sempre adeguato, alternando momenti più serrati ad altri più calmi. I protagonisti risultano essere ben approfonditi, con numerose sfaccettature che li rendono molto interessanti e umani, grazie anche a delle performance attoriali di buon livello. I comprimari sono meno caratterizzati ma riescono a mettere in evidenza le caratteristiche utili per il procedere della trama.
Bennie diventa spietato
Dal punto di vista narrativo la storia è molto interessante e permette numerosi spunti di riflessione, trattandosi di una vicenda molto toccante e tragica, che mette a nudo i lati più bassi dell'uomo, per poi dargli in mano la possibilità di una rivalsa morale, lasciando così un briciolo di speranza. In conclusione, questa  un'opera meravigliosa, sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista narrativo, la quale riesce a rimanere impressa nella mente dello spettatore per via della sua forza visiva e per via dell'inevitabile empatia che si crea con i protagonisti, dai comportamenti così umani, nella loro fragilità e nel forte legame fra di loro.